10
Mar
09

Hayao Miyazaki: parlare ai bambini per parlare a tutti

heidi5Per i bambini la domenica è sempre stato il giorno dei giochi. Si andava a messa e poi fuori a giocare.

Così anche all’ultima Mostra del Cinema è stata scelta la domenica per farci passare una mattinata spensierata, da bambini, con il nuovo film di Hayao Miyazaki, il papà di Lupin e di Heidi, e di grandi classici dell’animazione come La città incantata e Il castello errante di Howl. Il suo Ponyo sulla scogliera, che racconta l’amicizia tra un bambino e una pesciolina che vuole diventare una bimba, a Venezia ha conquistato davvero tutti.

Ora esce finalmente nelle nostre sale, dal 20 marzo.

 

“Nel mio staff ci sono molte persone che hanno avuto dei bambini di recente. Questa è la motivazione che mi ha spinto a fare questo film. Ma questo film è stato fatto pensando agli interessi di tutte le persone del mondo” ha raccontato il maestro giapponese. Infatti la storia racchiude suggestioni che arrivano da più parti: ad esempio La sirenetta di Andersen.

“Ho letto La sirenetta quando avevo nove anni: non mi piaceva il fatto che le sirene non dovessero avere l’anima e gli uomini sì. Così ho cambiato qualcosa” spiega Miyazaki.

 

 Il film deve qualcosa anche al Pinocchio di Collodi e omaggia addirittura Wagner. “Quandocastello_howl Ponyo ritorna a casa tra le onde, il movimento mi dava l’idea di una cavalcata, così ho usato La cavalcata delle Valchirie. Anche il suo primo nome, Brunilde, mi sembrava adatto”.

 

Nel film ci sono Ponyo e il suo amichetto Sosuke, ma anche Lisa, la mamma di Sosuke, un’altra delle tante donne forti del cinema di Miyazaki. “Ci sono tante donne così nel mio staff, quindi non mi mancano certo i modelli” ci ha raccontato.

Il suo staff è composto da collaboratori storici, ma anche da molti giovani. “Ho 67 anni, quando farò la prossima opera ne avrò più di 70: quindi avrò bisogno della nuova generazione” ha ammesso candidamente il maestro.

 

spirit_awayA proposito di nuova generazione, nell’era della computer grafica il suo film dimostra che anche il disegno a matita ha ancora un senso. Per quest’opera sono stati preparati 170 mila quadri, senza alcun utilizzo di computer grafica. “Il computer è utile, ma indebolisce la vera forza dell’animazione. Così abbiamo deciso di utilizzare la matita” ci ha spiegato.

 

  “Oggi l’uso della computer grafica a volte è eccessivo. Credo che ci sia ancora bisogno della matita, e della mano dell’uomo. Io voglio continuare a utilizzarla finchè posso”.


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