30
Lug
09

Cinema, sei nell’Anima!

Jean Luc Godard diceva che le immagini di Rossellini sono belle perché sono lo splendore del vero. Significa che mettono in luce la verità, le dinamiche nascoste dell’esperienza umana. Il cinema è arte quando è animato dalla ricerca della ricerca della verità della vita, e delle verità sulla vita” così ha introdotto Anima Film Festival Michele Francesco Afferrante, direttore artistico del festival insieme a Sita Alessandra Banerjee (capo progetto) e Filippo Mauceri. “È questo percorso che a noi interessa, e per questo Anima Film Festival acquista un valore” ha continuato Afferrante. “I grandi registi riescono a comunicare l’intensità della vita: Anima Film Festival vuole fare questo, offrire dei percorsi per recuperare questa profondità di percorso, che in questi anni sta un po’ venendo meno”. Anima Film Festival, che andrà in scena a Porto Ercole, splendido teatro nell’Argentario, dal 30 luglio al 1 agosto  (in Piazza Santa Barbara, circa 300 posti a ingresso libero), si propone da subito come un Festival diverso, in controtendenza. Il Festival è stato presentato oggi a Roma.

“Abbiamo pensato a questo slogan: il respiro profondo del cinema” ci ha spiegato Afferrante. “Che cosa significa? Oggi è in atto un inquietante tentativo di semplificare tutto. Ma la realtà è complessa. E il vero cinema, quello che ha un’anima, deve raccogliere la sfida della complessità, e comunicare la complessità. Che non significa complicazione, qualcosa di difficile. Significa ciò che è infinitamente vivo, inesauribile, pieno di sfumature. E il cinema che ha un’anima è quello che va a sondare le parti nascoste e che dal cinema possono essere messe in luce”. “Anima significa anche le diverse anime del cinema: non soltanto i generi cinematografici, ma anche segmenti come l’elemento musicale, quello letterario e quello pittorico” continua. “È il cinema del regista, ma anche quello del tecnico delle luci, dello sceneggiatore, fino ad arrivare allo spettatore. Che di fronte a un’opera complessa, aperta a varie letture, con la sua interpretazione chiude l’opera. Per questo ci sarà anche uno spettatore speciale, che parlerà del film della propria vita”.

animaAnima vede il cinema da varie sfaccettature. Si inizia il 30 luglio con una lezione-spettacolo di Gino Castaldo, giornalista musicale di Repubblica, sul rapporto tra cinema e musica. “Non è un caso che iniziamo a parlare di cinema attraverso la musica, che del cinema è una parte fondamentale” ci ha spiegato Filippo Mauceri. “Spesso ci capita di uscire dalle sale e avere ancora nelle orecchie quella che è la colonna sonora del film. Castaldo avrà il compito di indagare sul rapporto tra musica e cinema con quattro esempi di come si può utilizzare la musica nel cinema. Pensiamo a Stanley Kubrick, che non ha utilizzato mai musiche originali, ma ha scelto dal repertorio musiche perfettamente adeguate alle sue immagini”. Nella serata sarà presentata l’anteprima del film La fisica dell’acqua, di Felice Farina, e ci sarà un incontro con l’autore. Venerdi 31 luglio sarà la volta d “Il film della mia vita”, un incontro con Vittorio Sgarbi, seguito dal suo film preferito, che sarà una sorpresa. “Tutti abbiamo un film della vita, quello che avremmo voluto girare, o che è riuscito a parlarci in profondità, e che è sopravvissuto nel nostro immaginario” ci ha spiegato Afferrante. “Ci sono venute in mente delle domande, ci siamo chiesti come accade che un film resiste dentro di noi con il passare del tempo, per un’immagine o per la sua storia? Abbiamo pensato a uno spettatore illustre, e abbiamo scelto Vittorio Sgarbi, per la sua storia culturale, e perché ha un legame con le immagini, non solo in movimento.” Sabato 1 agosto verrà consegnato il Premio Anima Film Festival a Giuseppe Piccioni. “È uno di quegli autori che nei suoi film traccia un’indagine profonda” commenta Mauceri. “È un cinema di introspezione, che in qualche modo lascia il margine allo spettatore di compiere l’atto definitivo di interpretazione del film” conferma Afferrante. “Il suo è un percorso molto carico e intenso, che offre spunti di riflessione”. Alla fine dell’incontro sarà proiettato Giulia non esce la sera, il suo ultimo film.

La brevità è l’anima della saggezza, diceva Shakespeare. È questo il motto di Ondecorte : ogni sera saranno proiettati i cortometraggi italiani di maggior successo, selezionati da Marco Catola, alcuni dei quali provengono dall’archivio Luce, in attesa del concorso competitivo che si inaugurerà nella prossima edizione, e avrà come tema guida l’apertura, la libertà di sguardo e di pensiero. “Abbiamo cominciato da un errore, ma l’errore è un elemento che dà una spinta” ha precisato in merito Sita Alessandra Banerjee, Direttore Artistico di Anima. “L’errore è che abbiamo iniziato pensando di fare un concorso di cortometraggi, che poi abbiamo deciso di procrastinare, e realizzare una prima edizione non competitiva, proprio per darci un tempo, in questo mondo dove tutti corrono. Così abbiamo l’occasione di conoscerci, sperimentare il territorio e verificare le forze che possiamo mettere in campo. Io la chiamo pazienza strategica”.

 Anima Film Festival è realizzato con il contributo del Comune di Monte Argentario e la collaborazione di Cinecittà Luce (oltre che dell’Associazione Sportiva Comitato Regata Quattro Forti – Porto Ercole e il patrocinio della Mediateca Regionale Toscana). “Anima è un acronimo” ha commentato Maurizio Pica, Assessore alla Cultura. “Vuole far capire che il porto è un’apertura verso il mondo. C’è un approdo, c’è un mare, c’è una navigazione, c’è un’integrazione, c’è un’immigrazione. Questi sono tanti temi che insieme hanno creato questo nome carico di significati e di movimento. Il cinema è la quintessenza del sogno che va a trasferire i propri contenuti nella realtà”. “A fronte di una crisi profonda come quella del cinema italiano si moltiplicano i festival del cinema, in cui danno premi agli americani, per cui l’effetto è opposto, è come suicidarsi” ha dichiarato Luciano Sovena, A.D. di Cinecittà Luce. “Una rassegna di questo genere è estremamente importante. Perché ci fa vedere dei corti magnifici, dei film che hanno una storia, e il nostro materiale, perché noi abbiamo la necessità sempre più forte di far vedere a tutti il nostro patrimonio: il nostro archivio è la memoria storica dell’Italia. È una rassegna che ci fa riflettere sul cinema, sull’Italia, e non è una mera esposizione di divi. Credo che sia una rassegna in controtendenza in confronto ad altre che non vogliono fare pensare, ma vogliono soltanto riempire le pagine di alcuni giornali”.

 

 


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