07
Set
09

Venezia 66. Kakraki. Che gustosi questi scampi russi!

kakraki5Come gli scampi recita il titolo italiano di Kakraki, una piacevole sorpresa della Settimana della Critica di Venezia che arriva dalla Russia. Il titolo si riferisce a un gioco che Mikhail, funzionario pubblico in età, fa a Nastia, una giovane commessa che gli cambia la vita. Promette di portarla a mangiare le aragoste, e le spiega che sono come gli scampi, ma più grandi. Sono gustosi questi “comegliscampi” (Nastia inizia a chiamarli così). E sono gustosissimi gli artisti russi che incontriamo a Venezia per presentare il film. Scordatevi i seriosi film russi a cui siete abituati: Kakraki è un film travolgente, e loro lo sono altrettanto. Il regista Ilya Demichev è un fiume in piena. È anche un imprenditore nel campo della ristorazione, e dice di essere il bisnipote di Marlon Brando. Insieme a lui parlano poco Sergei Koltakov (che però non si nega qualche battuta su Berlusconi) e l’incantevole Olga Sun, una Jessica Alba mora e più minuta, che ci racconta come la sua vita sia la pittura, e abbia partecipato a questo film dopo un provino. Ma il mattatore assoluto è Demichev.

Che cos’è per lei Gogol?

ID. Per me prima di tutto è Gogol Mogol, una bevanda russa che si fa con il bianco e il giallo dell’uovo aggiungendo lo zucchero. Forse non è un caso che questa bevanda viene chiamata così, perché rappresenta un po’ la natura dei russi: c’è il giallo, il bianco, e anche un po’ di zucchero… Gogol nel film è molto presente: pensiamo al tema delle scarpe. Gogol era ossessionato dalle scarpe e nelle sue lettere parla sempre di stivali. Quando è morto, poche ore dopo la sua morte il calzolaio ha consegnato degli stivali nuovi, che gli sono stati fatti indossare prima di essere sepolto.

In che modo temi dell’Ottocento sono stati portati nel mondo contemporaneo?

ID. Parliamo comunque di relazioni umane, e non è cambiato niente. La gente continua ad amare, tradire, innamorarsi. Tutto è rimasto uguale: l’unica cosa che è cambiata è l’ambiente, ma la gente viene tormentata per gli stessi peccati e gode delle stesse cose di cent’anni fa. È un contesto atemporale. Se decidessimo di scrivere la stessa sceneggiatura, ambientandola nell’Ottocento, dovremmo cambiare pochissimo.

Questo nonostante la struttura gerarchica e politica rigida dei tempi di Gogol?

ID. Penso che ora il peso del sistema burocratico sia ancora maggiore rispetto all’Ottocento. Se analizziamo le nostre vite possiamo capire quanto dipendiamo dai burocrati. Quasi tutti i grandi scrittori dell’Ottocento hanno scritto sulla burocrazia, mentre oggi nessuno lo fa.

Nella scena dell’arresto per corruzione vediamo dei mass media in prima linea, molto aggressivi. Sono davvero così in Russia?

ID. Sì, questo tipo di giornalismo esiste, ma non importa che sia aggressivo. La cosa importante è che ognuno fa il suo lavoro. Ognuno ha il proprio compito: i poliziotti che vengono per arrestare, la giornalista che viene per mostrarlo in tv, anche il funzionario ha il ruolo di chi viene arrestato. Anche qui abbiamo tutti un ruolo: voi giornalisti fate le domande, noi rispondiamo. La cosa importante è capire se siamo fatti per questo ruolo.

La corruzione nel settore pubblico è molto diffusa?

ID. Ce ne è sempre stata tanta. Semmai la situazione è peggiorata. Quanto ai funzionari, non si tratta semplicemente di rubare i soldi, ma di perdere completamente il contatto con la realtà. Vivono uno sdoppiamento in due mondi: ho visto in tv l’intervista a un funzionario del comune di Mosca, che si occupa di tasse. Era a casa sua, con addosso un abito da 15 mila euro, con un orologio da 200 mila euro e sullo sfondo un quadro olandese di due metri per due. E stava ringraziando il sindaco perché gli aveva appena alzato lo stipendio da 2 mila a 3 mila euro! Ho capito che non stava mentendo, una parte di lui pensava a quale conto off shore mandare tutti i suoi soldi, e un’altra parte, dissociata dalla prima, era convinta di lavorare per 3 mila euro al mese! È un sistema che non si può cambiare: il problema di tutti i sistemi è che non si possono cambiare dall’interno. Perché vi sto dicendo questo? Perché voi state vivendo la stessa cosa.

Quando pensiamo al cinema russo pensiamo a una scuola straordinaria. I cambiamenti politici hanno cambiato il modo di fare cinema?

ID. I grandi registi russi di un tempo, come Ejzenstejn, avevano respirato la vita. Questa vita spirituale si è sparsa per il mondo, e si è cominciato a fare film di questo tipo in ogni parte. Ora i film spirituali si fanno da altre parti, ad esempio in Asia. Mentre noi, migliorando le nostre condizioni economiche – quelle di alcuni ceti, mentre gli altri si sono impoveriti ulteriormente – abbiamo perso il contatto con la realtà e la spiritualità. L’unica speranza è che il numero di registi che pensano all’anima, alla coscienza, vada ad aumentare. Perché sappiamo che la quantità diventa qualità.

Questo è un film di grandi attori. Come li ha scelti?

ID. È stato semplice per me trovare gli attori. I miei genitori andavano a teatro, mio padre è stato direttore del teatro Stanislavskij di Mosca, mia madre ci ha lavorato come costumista. E il mio bisnonno è Marlon Brando – in realtà la sorella della mia bisnonna era sua madre – e quando è morto sono stato invitato al suo funerale. Fin dalla mia infanzia ho visto tanti attori bravissimi, Sergej Koltakov mi conosce da quando ho un anno e mezzo, e quando facevo il casting di questo film mi chiedevo perché questi grandi attori sono rappresentati così poco nel cinema attuale. È perché non sono pronti ad accettare qualunque cosa, sono molto selettivi.    

(Pubblicato su Movie Sushi)


0 Responses to “Venezia 66. Kakraki. Che gustosi questi scampi russi!”



  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...






Archivi


cerca


Blog Stats

  • 32.882 hits

informazioni

Allucineazioni NON e' una testata giornalistica ai sensi della legislazione italiana.

Scrivimi

Creative Commons License

Questo blog è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.


Rss

Iscriviti al feed di

    Allucineazioni (cos'è?)