08
Set
09

Venezia 66. The Informant! Damon e Soderbergh: ci vuole energia per mentire

29_stevensoderberg_lglSignore e signori, ecco a voi segreti e bugie.

Non è un film di Mike Leigh, ma di Steven Soderbergh, The Informant!, che è stato presentato a Venezia fuori concorso, e uscirà sui nostri schermi il 18 settembre. Ma è proprio una storia di segreti. Come gli accordi di un cartello di aziende che estraggono componendi dal mais per prodotti alimentari, che si riuniscono per decidere il prezzo del loro prodotto. Mark Whitacre (Matt Damon) lo scopre e avvisa l’FBI, iniziando a lavorare per loro come “insider”. Ma è quando ci aspettiamo una classica storia di questo tipo che arrivano le sorprese. Cioè le bugie. Quelle che Mark Whitacre sa dire molto bene. Insomma, i gufi non sono quello che sembrano, come dicevano a Twin Peaks.

“Ci vuole molta energia per mentire” racconta Matt Damon, acclamatissimo dalla sala stampa di Venezia. “Altrimenti si sbaglia e ci si tradisce. Per questo io non lo faccio. Mark Whitacre è bravissimo a farlo, e se cade in errore rimedia subito. Fino a che qualcuno gli dice di smetterla, in una delle scene più belle del film. In quella scena ho un primo piano, che, come dice Steven, è l’arma più potente nelle mani del regista”. “Io di bugie ne dico tante” scherza invece Soderbergh. “È il modo migliore che ho per rimanere magro!” “Se non dicessimo le bugie ci uccideremmo l’un l’altro ogni giorno” continua più serio. “Dobbiamo solo ponderare la portata delle bugie. Noi artisti ci diciamo spesso ‘mi è piaciuto il tuo film’! Dire che ogni bugia deve essere eliminata vuol dire non capire l’uomo”.

È un The Insider virato in commedia e a ritmo di swing, The Informant! È ambientato nel 1992, anche se ha un’atmosfera tipicamente anni Settanta, con musiche e titoli di testa molto rètro, come piace alle produzioni della Section 8 di Soderbergh e George Clooney (che ora non esiste più, e con The Informant! firma il suo ultimo film). E potrebbe benissimo essere una storia d’oggi, uno dei tipici scandali industriali contro cui si batterebbe Michael Moore. “Il tema del film lo rende attuale, per quello che sta accadendo oggi nel mondo dell’economia” precisa Soderbergh. “Ma il personaggio di Mark Whitacre si sarebbe comportato in questo modo anche se non avesse lavorato in una grossa corporation. Mark aveva problemi psicologici prima ancora di rimanere incastrato in questo”. Perché una bugia funzioni ci vogliono due persone: chi dice una bugia e chi ci crede” racconta Damon. “Non sono stupito che chi ha il potere dica bugie. Ma Whitacre ha iniziato prima che chi arrivasse al potere. E non si capisce perché”

Quello che si capisce chiaramente è come sia proprio il personaggio dimatt_damon Whitacre ad affascinare Soderbergh e Damon. Che sono partiti dal libro scritto da Kurt Eichenwald. “Quando ho letto il libro ho subito pensato a Matt, perché il personaggio principale era molto americano, aveva un atteggiamento ottimista, e le persone con cui lavorava lo trovavano piacevole” spiega il regista. “Nel 2001, dopo Ocean’s Eleven, ho detto a Matt di leggere questo libro. A quei tempi aveva l’età del protagonista all’inizio della storia. Ora è passato un po’ di tempo”. Soderbergh si è basato solo sul libro, senza effettuare il suo solito lavoro di indagine. “Volevo un’esperienza diversa, un film soggettivo, una commedia, un’allucinazione di Whitacre” spiega. “Così mi sono basato solo sul suo libro, non ho voluto parlare con i testimoni, come avevo fatto per Erin Brokovic. Il fatto che Whitacre abbia apprezzato il film significa che forse anche per Che non avrei dovuto ascoltare tutti i testimoni…”

Whitacre è interpretato da Damon con baffi e molti (ma non tantissimi) chili in più. “È stato facilissimo e bellissimo prendere peso!” racconta divertito. “Una delle cose migliori che mi siano capitate. Per qualche mese ho mangiato tutto quello che vedevo. E non sono dovuto andare in palestra”. Damon fa da tempo parte dell’affiatato “Rat Pack” di Soderbergh, Clooney e Pitt, e per il suo amico regista non ha che parole dolcissime. “Spero di lavorare con Steven molte molte volte” dichiara entusiasta. “Quando lavoro con lui cerco sempre di dare una risposta alla sceneggiatura. Qui avevamo una sceneggiatura eccellente, e abbiamo avuto sette anni per studiarla e trenta giorni per girarla”. “Steven agisce a un livello che non è stato raggiunto da altri” aggiunge. “Mentre gira una scena vuole rifarla subito in un altro modo: mentre gira un film  nella testa lo sta già montando. Anche Clint Eastwood gira in questo modo. Ho detto a Clint che nel caso volesse recitare ancora doveva recitare con Soderbergh, perché gira altrettanto velocemente”. Sono davvero affiatati i due. Tra loro sembrano non esserci segreti. E le ultime parole di Damon non sembrano proprio essere bugie.

(Pubblicato su Movie Sushi

 


0 Responses to “Venezia 66. The Informant! Damon e Soderbergh: ci vuole energia per mentire”



  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...






Archivi


cerca


Blog Stats

  • 32.882 hits

informazioni

Allucineazioni NON e' una testata giornalistica ai sensi della legislazione italiana.

Scrivimi

Creative Commons License

Questo blog è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.


Rss

Iscriviti al feed di

    Allucineazioni (cos'è?)