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25
Mar
09

Mostri contro Alieni 3D. Conrad Vernon: giovani animatori, imparate a disegnare!

locandina-mostri-contro-alieniÈ una mattinata piacevole, quella in cui incontriamo doppiatori, produttori e registi di Mostri contro Alieni 3D, all’Hotel Hassler di Roma. Lo diventa ancora di più al momento di incontrare Lisa Stewart, produttrice del film, e Conrad Vernon, il regista del film tridimensionale, che arriverà nelle nostre sale il 3 aprile. Vernon è un ragazzone affabile e simpatico. Mentre lo intervisto, inizia a disegnare sui fogli degli appunti uno strano personaggio, senza capelli (come lui), a spasso con un cane e un videotelefonino. A fine intervista, mi regalerà il prezioso disegno. Che diventi il protagonista del suo prossimo film? Vernon nasce proprio come disegnatore di storyboard, e il divertimento che prova nel disegnare (oltre che il suo talento) si vede tutto nel film Mostri contro alieni 3D dove troviamo una serie di personaggi uno più bizzarro dell’altro. Se ci unite la grande passione per la fantascienza, la ricetta di Mostri contro alieni 3D è fatta: grandi disegni, grande fantascienza. E la nuova tecnologia 3D, della quale abbiamo voluto sapere tutto.

 

Cos’è cambiato rispetto al 3D di una volta? Come siete riusciti a renderlo efficace?

Lisa Stewart: Molte cose sono cambiate. Gli occhialini stessi non sono quelli di una volta, danno una migliore rappresentazione di quello che viene proiettato sullo schermo. Noi cerchiamo di creare il film in 3D sin dall’inizio, dal momento in cui vengono fatte le riprese e vengono creati i personaggi, attraverso nuovi metodi e nuovi strumenti. Le nuove tecnologie sono proprio un mondo a parte.

 

Cosa vuol dire creare il film in 3D dall’inizio rispetto a quello di un tempo?

Conrad Vernon: Adesso che si lavora in 3D sin dall’inizio, ci troviamo di fronte a tantissime sfide. Quando la tridimensionalità era un processo successivo alle riprese, tante cose non si potevano più modificare. Era un po’ come quando alla tv si modifica il colore di quello che si sta guardando, ma non c’era un controllo adeguato. Ora è diverso, nel film si controllano le cose passo dopo passo, e ci si rende conto di quanti trucchi usiamo, e che ora vengono svelati. Ad esempio, nell’animazione 2D, due personaggi sembrano stare di fronte e guardarsi negli occhi, mentre ora possono trovarsi su due piani differenti, e cambia il modo di muoverli.

 

Con il 3D cambiano anche le scelte in fatto di inquadrature e movimenti di macchina…

Lisa Stewart: Molte tecniche sono cambiate: quando abbiamo un personaggio e vogliamo dare un maggiore senso di  profondità del set, facciamo una ripresa più lunga per dare la sensazione che sia immerso maggiormente nello spazio. Quando Susan si sveglia in prigione partiamo con una ripresa dal basso e ci muoviamo verso l’alto per dare un’idea della dimensione della scala del personaggio.

 

Anche per chi disegna al computer i personaggi, il lavoro è diverso, perché vediamo più superficie di ciascun personaggio. Come cambia il lavoro degli animatori?

Conrad Vernon: Avevamo iniziato a disegnare i personaggi già prima di sapere che il film sarebbe diventato in 3D. E’ vero, c’è maggiore spazio da coprire: non c’è solo più spazio davanti e dietro, ma c’è una maggiore profondità davanti e dietro. In Titanic c’è una scena in cui si vede Kate Winslet e poi la nave che se ne va: quando abbiamo visto la versione realizzata in 3D da James Cameron, abbiamo colto ancora meglio il percorso che ha fatto questa nave in quella scena. Non si tratta di creare un’illusione, ma di dare un senso dello spazio. I personaggi non sono solo uno dietro l’altro, ma tutti abbracciano completamente questo spazio.mostri-def

 

James Cameron ha utilizzato per Avatar nuovi strumenti, come un motore di renderizzazione. Lo avete usato anche voi?

Lisa Stewart: Abbiamo un nostro sistema per il rendering della computer grafica. E lo abbiamo adattato per lavorare in 3D.

 

Cosa manca ancora al 3D per raggiungere la perfezione?

Conrad Vernon: Quando si realizza un film si fa il maggior sforzo possibile perché venga il miglior film possibile, ma questo prende il suo corso, e diventa ancora più grande di quello che si pensava. Ma si pensa sempre a quelle due sequenze che si vorrebbe migliorare. Ma poi nessuno se ne accorge…

 

Lei fa dei bellissimi disegni. Ha disegnato lei alcuni dei personaggi? E quanto si è divertito a giocare con l’immaginario dei B Movies Anni Cinquanta?

Conrad Vernon: Quello che dico sempre ai giovani animatori è: dovete imparare a disegnare. Grazie al disegno si riesce a mostrare il proprio lato artistico e nel contempo a comunicare: a me è servito molto saper disegnare, perché ho potuto comunicare agli animatori le espressioni di un personaggio, ad esempio disegnando i suoi occhi. E ci aiuta a capire anche quando un’animazione può funzionare e quando no. Ci siamo ispirati a Jack Davis della rivista Mad. E mi sono divertito molto perché adoro i film di fantascienza: tra di noi abbiamo passato ore a parlare di Guerre stellari. Mi piace anche Alien. E un regista come Mel Brooks, per come ha saputo ironizzare sulla fantascienza e sull’horror con Balle spaziali e Frankenstein Jr. Molta dell’ispirazione è venuta anche da lì.

Lisa Stewart: Non dobbiamo dimenticare che Conrad nasce come artista di storyboard.

 

E si vede, aggiungiamo noi.

 

 

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